Storia Cittadina

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Come molte storie americane, tutto comincia dall’avidità dell’uomo.

Le azioni compiute dal padre fondatore di Hamlin, James Wilson Marshall, oggi non sarebbero considerate moralmente accettabili, ma ciò non toglie che fu la sua determinazione a dare vita al nostro insediamento, e di questo dobbiamo essergli grati.

I Wabanaki? Alcuni dei loro discendenti abitano fra noi, altri hanno raggiunto le riserve giù al Sud. Sono brave persone, silenziose, onesti lavoratori, anche se… Insomma, se li guardi a lungo negli occhi, sembrano covare ancora un pizzico di antico rancore.

La Corsa all’Oro

Tutti sanno come il nome di John Sutter sia legato all’inizio della Corsa all’oro in America e che sia il fondatore della città di Sacramento. Ben pochi conoscono invece la storia della città di Hamlin, sorta non molto lontana dalle sponde del fiume Penobscot nel Maine. La storia ci racconta di come Sutter perse proprietà e ricchezze a causa dell’invasione dei suoi territori da parte dei cercatori d’oro. La leggenda narra invece che un suo dipendente, James Wilson Marshall, si spinse tra mille peripezie fin nell’estremo nord del paese, dove trovò, nel 1848, una delle poche vene d’oro del Maine.

La rinascita di Hamlin

Nel giro di pochi mesi quel piccolo villaggio attirò l’attenzione di altri cercatori d’oro e la comunità si popolò di famiglie, divenendo una cittadina vera e propria. Tuttavia il Maine non è molto citato tra le regioni della famosa Corsa all’oro per buoni motivi: la vena si esaurì infatti nel 1852, Marshall se ne tornò in California e abbandonò Hamlin al proprio destino, mentre la vecchia miniera ormai abbandonata, andò interrandosi venendo riconquistata dalla natura. Uno dei pochi punti d’interesse della cittadina è la vecchia casa di James Marshall che è stata acquistata e ristrutturata nel tempo da Jebediah Waller, il patriarca di una delle famiglie più rinomate e ricche di Hamlin, ed oggi ospita il Wilson Waller Rehabilitation Center. Fu grazie alle sue imponenti foreste, ben presto bersaglio delle attività di taglio e lavorazione del legno, alla bontà del terreno capace di donare buoni frutti agricoli, e all’abbondanza di pesci nel vicino fiume Penobscot che la piccola cittadina riuscì a sopravvivere.

Wabanaki

Oltre alla storia legata alla nascita della città, si dice che l’insediamento di Hamlin sia sorto sopra un antico territorio indiano. La leggenda narra che Marshall non si fece intenerire dalle rimostranze dei Wabanaki, la tribù indigena desiderosa quantomeno di preservare la terra di sepoltura dei propri morti, e che anzi non abbia esitato a reprimere con la violenza qualsiasi tentativo di ribellione all’occupazione da parte sua e degli altri cercatori d’oro. Alcune voci imputano la rapida fine dell’oro nella miniera ad una maledizione scagliata proprio dai Wabanaki contro Marshall stesso, un anatema che secondo i più superstiziosi è ricaduto sull’intera Hamlin. Nel corso degli anni, molti cittadini hanno asserito di aver visto oscure ombre nel bosco, proprio dove dovrebbero trovarsi il cimitero indiano e i resti dei Wabanaki trucidati.